Come cambia il clima nell’arco di una vita? E quanto dipende dalle scelte che facciamo oggi? Da queste domande è nata Voci sul clima che cambia, la mostra che la divisione REMHI del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) ha portato al Chimera Fest 2026, a Caserta. L’obiettivo: avvicinare i dati scientifici all’esperienza quotidiana delle persone, mettendo in dialogo ciò che sappiamo del clima, ciò che viviamo e ciò che possiamo ancora cambiare.

Al centro dell’esposizione, un’infografica interattiva ispirata alle climate stripes di Ed Hawkins: strisce colorate che rappresentano l’andamento delle temperature nel tempo, rendendo immediatamente visibile il riscaldamento del pianeta. Il progetto riprende la versione sviluppata dall’IPCC nel suo ultimo rapporto, che estende le stripes per gli scenari climatici futuri e confronta l’esperienza delle diverse generazioni. Ciò significa mostrare che chi è nato negli anni Quaranta e chi nasce oggi, pur vivendo nello stesso territorio, attraverserà climi diversi nel corso della propria vita, e che le proiezioni mostrano come queste differenze possano cambiare a seconda delle scelte compiute nel presente.

Il contributo del CMCC è stato portare questa rappresentazione alla scala locale, adattandola al territorio casertano e integrandola in un percorso interattivo. I dataset su cui si basa l’infografica fanno parte dell’universo di dati climatici che il pubblico può consultare gratuitamente su Dataclime, la piattaforma del CMCC che consente di esplorare sia il clima passato e recente, sia le possibili evoluzioni climatiche future, attraverso proiezioni basate su diversi scenari di emissione. Nello specifico, per il territorio campano è disponibile il Campania Climate Hub, con informazioni climatiche regionali pensate per la pianificazione del territorio, accessibili a chiunque.

Ma conoscere i dati non basta: occorre anche capire che cosa significano per le persone e per le comunità. Per questo la mostra è stata concepita come uno spazio di dialogo. Attraverso un questionario, proposto prima e durante l’evento, i cittadini casertani hanno condiviso ricordi, preoccupazioni e aspettative sul clima passato, presente e futuro. Le loro testimonianze affiancano alle serie storiche scientifiche una dimensione diversa e complementare: quella della memoria e dell’esperienza vissuta.

I pannelli divulgativi e interattivi hanno approfondito alcuni concetti fondamentali per interpretare il cambiamento climatico, dagli scenari futuri alla differenza tra mitigazione e adattamento, proponendo esempi concreti di azione individuale e collettiva. Anche in questo caso, i visitatori non sono stati soltanto destinatari dei contenuti, ma hanno potuto contribuire con le proprie riflessioni.

È proprio nell’incontro tra dati ed esperienze che prende forma il senso del progetto: comprendere che cosa sta cambiando, immaginare che cosa potrebbe accadere e riconoscere quali possibilità di azione abbiamo, come individui e come società.

La mostra è stata ideata e realizzata da Emma D’Orto, comunicatrice della scienza, Anna Mandorli, esperta di processi partecipativi, e Giulio Verazzo, ingegnere informatico, con l’aiuto e il supporto di tutta la divisione REMHI del CMCC.

L’accoglienza positiva del pubblico ha confermato il valore di un approccio che unisce informazione scientifica, coinvolgimento e partecipazione. Il lavoro prosegue ora con l’analisi delle risposte al questionario e con riflessioni su  nuove potenziali versioni della mostra, da adattare ad altri territori e migliorare anche grazie ai suggerimenti raccolti durante il festival.

Perché raccontare il clima significa anche ascoltare chi lo vive. E costruire, insieme, nuovi modi di comprenderlo e affrontarlo.

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